COME UN CHIODO NEL MURO

L’avvocato penalista Giustino Salvato ha un problema: è incazzato nero, sempre e con tutto il genere umano, senza distinzioni. E in più ha un problema serio con gli scarafaggi che gli provocano più del normale disgusto: sono diventati un simbolo. La peggior specie di essere vivente con cui si possa avere a che fare rappresenta anche la peggior feccia di essere umani che lui, per ragioni professionali, è costretto a difendere e rappresentare.

In verità è sempre arrabbiato proprio per questo: sa di essere uno di loro.

Quella settimana di fine ottobre, in particolare, è un delirio. Seguire l’avvocato, minuto per minuto, in tutto quello che gli capita e in tutto quello che lui pensa e dice, è un viaggio pieno di inquietudine e paradossi. La sua passione per le catastrofi naturali, i tentativi di controllo della rabbia sullo sfondo della criminalità organizzata (che vive qui quasi solo come connotazione geografica): tutti questi elementi danno a Giustino Salvato una continua fluttuazione e quello che gli accade, in defintiva, è un ritorno indietro, un inizio di inversione alla condizione di essere umano.

E quali siano le cause profonde di questa lenta trasformazione è tutto da scoprire. Che sia la riapparazione di una sua vecchia fiamma, l’incantevole Giorgia – c’è un omicidio che le pende sulla testa e lui deve difenderla – o che sia l’affetto dei suoi cari, unico argine all’esplodere della sua incontenibile energia nera – suo padre, sua sorella e suo nipote, quel che gli resta di una famiglia – o che infine possa essere il suo recente e sempre più frequente tuffarsi nel passato, il rileggere la propria storia, e il continuo risalire a galla, come cadaveri in un lago, dei suoi ricordi, della sua memoria, colma di vecchie aspirazioni, scritti giovanili, segreti, desideri inespressi o irrealizzati, che sia una qualunque di queste cause o anche tutte queste insieme, quello che accade all’avvocato Salvato è una vera e propria metamorfosi capovolta: diventa un Gregor Samsa alla rovescia che finalmente, dopo troppi anni, si ritrova uomo.

Ed è una sua poesia giovanile, sua di Giustino, che chiarisce il titolo, i primi due versi: Ostinato/ come un chiodo nel muro…

Casa Editrice

Bompiani Editore

Anno di pubblicazione

2014

Numero di pagine

361